Antonio Braccolino, Identity & Access, home

Lab · 01 / 16

Una parola, cinque discipline.

Lo IAM non è un prodotto. È un insieme di discipline che rispondono a domande diverse: chi sei, cosa dovresti avere, chi ha le chiavi del regno e come accedono milioni di clienti. Scoprile una alla volta.

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Tutti i 16 lab, dalla mappa dello IAM alle architetture di riferimento. L’identità non ha più segreti per te.

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IAM · AM · IGA · PAM · CIAM · Base · 7 scenari

Cosa impari

  • La differenza tra AM, IGA, PAM e CIAM
  • A quale domanda risponde ogni dominio
  • Gli strumenti tipici di ogni dominio
Persone e fontiDomini dell’identitàServizi comuniCosa si proteggeentra, cambia, esceaccountSSOsessioneSistema HRfonte di veritàDipendentiAmministratoriClientiIGAchi deve avere cosaAMchi seiPAMle chiavi del regnoCIAMmilioni di clientiDirectoryutenti e gruppiSIEMlog e allarmiProfiliconsensi e datiApp di lavoroSaaS e interneServer e DBproduzioneApp clientiweb e mobile
Scorri il diagramma di lato per vederlo tutto. Un quadro di riferimento: i prodotti reali dividono o uniscono questi blocchi in modi diversi.
  1. Scenario 1 di 7

    Il quadro completo

    In parole semplici Pensa a un edificio aziendale: una reception, un ufficio che decide chi riceve quale badge, una cassaforte per le chiavi master e un negozio aperto al pubblico con il suo ingresso.

    Quattro domini condividono alcuni servizi comuni. Spesso le aziende li comprano da fornitori diversi, quindi il vero lavoro sta nei collegamenti tra loro.

  2. Scenario 2 di 7

    Directory: la rubrica

    In parole semplici L’elenco di chi lavora qui, con il suo team. Tutti gli altri leggono da lì.

    Una directory conserva identità, attributi e gruppi: Active Directory, LDAP o la directory dentro un IdP cloud. Di solito la fonte di verità che la alimenta è l’HR, passando per lo IGA.

  3. Scenario 3 di 7

    AM: Access Management

    In parole semplici La reception: controlla il badge all’ingresso e ti fa entrare in tutte le stanze a cui hai diritto, senza chiedertelo di nuovo.

    L’AM risponde a "chi sei, adesso?". Autenticazione, MFA, single sign-on, federazione (SAML, OIDC) e policy di accesso come il conditional access. Strumenti tipici: Microsoft Entra ID, Okta, Ping Identity.

  4. Scenario 4 di 7

    IGA: Identity Governance and Administration

    In parole semplici L’ufficio che decide chi riceve quale badge e ogni pochi mesi controlla che nessuno ne abbia tenuto uno che non gli serve più.

    Lo IGA risponde a "dovresti avere questo?". Ciclo joiner-mover-leaver, richieste e approvazioni di accesso, ruoli, segregazione dei compiti e revisioni degli accessi per gli auditor. Strumenti tipici: SailPoint, Saviynt, Omada, One Identity.

  5. Scenario 5 di 7

    PAM: Privileged Access Management

    In parole semplici La cassaforte delle chiavi master: prendi una chiave per un lavoro, qualcuno osserva, e la serratura cambia quando la restituisci.

    Il PAM protegge gli account amministrativi e di servizio, quelli che gli attaccanti vogliono di più. Vault delle credenziali, elevazione just-in-time, registrazione delle sessioni e rotazione delle password. Strumenti tipici: CyberArk, BeyondTrust, Delinea.

  6. Scenario 6 di 7

    CIAM: Customer IAM

    In parole semplici L’ingresso del negozio: chiunque può entrare e registrarsi, e deve essere veloce, altrimenti le persone se ne vanno.

    Il CIAM gestisce registrazione autonoma, social login, passkey, consensi e profili per milioni di utenti. Qui l’attrito costa fatturato e la normativa privacy è centrale. Strumenti tipici: Auth0, Microsoft Entra External ID, Ping, SAP Customer Data Cloud.

  7. Scenario 7 di 7

    Perché devono parlarsi

    In parole semplici Se l’ufficio badge e la reception non si parlano, chi se n’è andato continua a entrare.

    Lo IGA decide, l’AM applica al login, il PAM restringe gli accessi più pericolosi e ogni evento finisce nel SIEM. L’identità è diventata il perimetro: la maggior parte delle violazioni parte da un’identità rubata o usata male.